ESSERE MISSIONARI OGGI: PADRE CARMELO SANFELICE
Martedì 13 Ottobre 2009
Prima di lasciare Foglianise, Padre Carmelo Sanfelice, missionario saveriano ha rilasciato un’intervista per Realtà Sannita.
Padre Carmelo quando è stato chiamato dal Signore a diffondere la Buona Novella nel continente, “fino agli estremi confini della terra”, così come Gesù aveva affidato il mandatati agli apostoli?
Avevo già passato 5 anni al seminario arcivescovile di Benevento e altri 4 anni al seminario regionale, quando il P. Spirituale, Mons. Mario De Sanctis, mi assicurò che potevo, senza dubbio alcuno, intraprendere la strada dell’Istituto Saveriano per le Missioni Estere. Correva l’anno 1962. Avevo 19 anni. In me però l’orientamento era cominciato già prima, quando ero in seconda liceo. Poi, all’inizio della Terza Liceo, il P. Spirituale del Liceo, Mons. (allora Don) Francesco Zerrillo, mi diede da leggere il libro di P. Paolo Manna, missionario di origine Avellinese, “Operarii autem pauci”. Pregando, secondo i suggerimenti di P. Manna, sentii nel mio cuore la certezza che la mia strada era quella delle Missioni Estere. Era il mese di novembre 1960. Il periodo che seguì fu un periodo di verifica
Lei è missionario nella Repubblica democratica del Congo, nel quartiere Chai. Ci descriva la situazione attuale della realtà in cui opera per alimentare la Vigna del Signore?
Qui una risposta esauriente comporta diversi aspetti:
A. ASPETTO GEOGRAFICO
All’estremo Est della R.D. Congo, dove, dal Lago Kivu, il fiume Ruzizi comincia la sua discesa fino al Lago Tanganika, dalle montagne al fiume, si estende la parrocchia di CAHI. Essa costituisce la periferia/sud della città di Bukavu.
Dall’altra sponda della Ruzizi, c’è il Rwanda.
B. ASPETTO SOCIALE-POLITICO-ECONOMICO
La Parrocchia di Cahi è cresciuta a dismisura e continua a crescere. Secondo il censimento civile, il Quartiere PANZI da solo conta 73.540 abitanti: comprende i nostri settori pastorali di Panzi, Kaza-roho, Settore Centro, Bizimana, Essence. Altri 2 settori pastorali (Cahi, e Settore Nord) fanno parte del territorio di Bagira. I 2 settori più lontani (Igoki e Cirhagabwa) fanno parte del territorio rurale di Kabare. Tutta la popolazione della parrocchia supera i 100.000 abitanti (non abbiamo ancora il numero esatto).
L’aumento della popolazione è dovuto in parte al fatto che Cahi è la zona dove la città di Bukavu trova la sua naturale espansione.
È però l’esodo dalle campagne, che ha fatto crescere Cahi troppo e caoticamente. Le milizie Hinterahamwe dei Ruandesi rifugiatisi in Zaire/Congo nel 1994, si sono installate nel retroterra del Sud/Kivu e Nord/Kivu, si sono inselvaggite e seminano il terrore tra le popolazioni: piombano all’improvviso nei villaggi, ammazzano uomini, violentano donne e ragazze a volte fino a rovinarne completamente la femminilità e razziano tutto. E la popolazione scampata o vicina fugge verso le città.
E lo Stato? E l’esercito congolese? Praticamente assenti !!
Il caos specie nel Kivu sembra essere favorito da quelli che nell’autunno del 1996 portarono la guerra in Zaire/Congo.
Ultraricco di oro, cobalto, uranio, diamanti, di altre materie prime del sottosuolo e ancora di acque, foreste, faune e flora lussureggianti, il Congo è sempre stato un territorio ambito… Ma quando poi si è trovato il COL-TAN (e questo specie nel Kivu), il Congo ha perso completamente la pace, ‘ogni viandante ne fa vendemmia, lo devasta il cinghiale del bosco e se ne pasce l’animale selvatico’ (Sal 79). La fortuna del Congo è diventata la sua disgrazia. Le ricchezze del Congo hanno messo i Congolesi in una nera miseria. Miseria programmata. Forse non c’è al mondo un paese più martoriato di questo.
C. CONTESTO RELIGIOSO
Tuttavia la nostra popolazione, al 50% cattolica (c’è l’erosione da parte delle sètte!), non si scoraggia. Porta la croce. Noi predichiamo spesso il mistero della Croce di Gesù Cristo. Specie attraverso la C.E.V. (Comunità Ecclesiale Viva), la gente trova solidarietà e forza: abbiamo 34 CEV a Cahi. In parrocchia poi la gente partecipa con vivacità alla liturgia. Le feste (Natale, Pasqua, i Battesimi ecc.) spesso si fanno solo in Chiesa: liturgia gioiosa, è la festa! Al nostro popolo non toglieranno mai certe risorse spirituali.
Non mancano i problemi. Oltre la sfida dei maghi (stregoni) e delle sètte, che danno risposte false a problemi veri, ora anche tra i nostri cristiani è entrato il contagio: sono nate qua e là le “celle di preghiera”. Si tratta di camere in cui qualcuno/a (o un gruppo) pretende di fare “preghiere ‘forti’… a cui seguono i ‘prodigi che potrebbero sedurre anche gli eletti’ – Mt 24,24”: i falsi cristi e falsi profeti qui oggi. Gli effetti concomitanti di questi “intercessori” sono gli stessi della stregoneria ancestrale: odio fino alla lacerazione delle famiglie e alla fine della pace nel vicinato con liti, risse, ferimenti e a volte uccisioni … “Dai loro frutti li riconoscerete”.
Purtroppo però molti, spinti anche dalla miseria che non permette loro di recarsi presso i centri di salute, quando la minima malattia incalza troppo, vanno alla “chumba cha maombi” (cella di preghiere). C’è da temere una nuova forma di sincretismo (la stregoneria vestita di preghiere) e una nuova ‘religione’.
L’ONU/MONUC (Mission de l’ONU au Congo) poi ci ha portato un gran contingente di militari Pakistani i quali più che altro fanno propaganda dell’Islam con soldi e mezzi che fanno facilmente breccia fra tanta miseria! Quanto al loro saccheggio di materie prime (sotto banco), la gente attenta non ha dubbi. Intanto stanno costruendo moschee in grande stile.
Negli ultimi anni l’imperialismo americano, l’appropriazione delle ingenti ricchezze materiali del Congo nonché la scoperta del coltan, costituito da columbio e tantalio, hanno generato violenze e genocidi, accrescendo gli appetiti delle multinazionali della Grande Mela. Con l’elezione di Barak Obama cosa potrà cambiare in Africa?
Con Barak Obama, non sembra più il caso di parlare di “imperialismo americano”, però il potere delle Società Multinazionali che non sono solo americane, non diminuisce (molte cose sono dette in quel mio libro ‘I VENDITORI NEL TEMPIO’). La nostra gente spera molto dalla nuova politica di Barak Obama, specie dopo il suo primo viaggio in Africa. Ad Accra in Ghana, ha pronunziato un discorso importante, forse storico. Ha promesso l’appoggio reale dell’America al risorgimento dell’Africa e ha stimolato gli Africani a darsi da fare, perché “possono riuscire” (“You can!”). Anch’io personalmente spero un po’ nel nuovo orientamento americano. Ma… Barak Obama ha da fare i conti con le Multinazionali. Potrebbe fare anche la fine di Kennedy, se disturba un po’ troppo quei ‘signori’.
Evangelizzare in contesti difficili e pericolosi per l’incolumità delle persone è una sfida avvincente, anche in situazioni in cui prevale l’inferno appaiono angoli di Paradiso. Perché?
È appunto questo il Mistero Pasquale di Gesù Cristo nella storia: Croce e Resurrezione sono inscindibili. Lo vedo in me e anche in quella parte della nostra gente che vive nella semplicità la vita cristiana. Nel senso contrario, si trova un riscontro anche in Italia, dove tanta gente non vive la Croce e non vive neanche la gioia intima nel cuore, quella della Resurrezione, nonostante soldi e divertimenti.
Padre Carmelo lei da poco ha lasciato la sua terra natìa, Foglianise. Che cosa le manca dall’Africa del suo paese d’origine?
Il ‘senso del proprio paese’ è inesprimibile, resta nel sangue. Dopo tanti anni di assenza, conosco poca gente di Foglianise, i compagni e gli amici spesso si sono dispersi anche loro per tanti motivi, eppure tutta quella realtà che si chiama ‘Foglianise’ la sento dentro di me. Quella montagna col Santuario di san Michele, quella campana di Santa Maria, quella tradizione dei carri artistici di san Rocco… E anche il gusto dell’aglianico!!
AUGURI A FOGLIANISE!
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