TERREMOTO, CHE FARE? UN SEMINARIO A FOGLIANISE
Giovedì 10 Aprile 2008
Nell’Aula Magna della Scuola Secondaria di Primo Grado di Foglianise, il 3 Marzo 2008, ha avuto luogo un Seminario dal titolo: “Terremoti ? Niente Paura!”. L’evento, suddiviso in due sessioni, si è tenuto nell’ambito della XVIII Settimana della cultura scientifica e della tecnologia ed è stato promosso dall’I.C. Foglianise, sotto l’egida dell’INGV, patrocinata dall’Amministrazione Comunale. Sono intervenuti il Sindaco Giovanni Mastrocinque, la Collaboratrice Vicaria Irene Colandrea, in sostituzione del Dirigente Scolastico Giovanna Pedicini, assente per motivi di salute, illustri studiosi, insegnanti, professori universitari che hanno affrontato la tematica del terremoto da angolature diverse, al fine di comunicare ai numerosi presenti in sala la complessità dei fenomeni, legati agli eventi tellurici. Il lato scientifico dell’evento è stato curato dal geologo di Foglainise Dott. Giancarlo Boscaino. Il seminario è stato moderato dal giornalista del Mattino Achille Mottola; ha concluso i lavori Mario Pedicini, Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale.
A margine abbiamo intervistato la Dott.ssa Concetta Nostro, responsabile Formazione e Informazione INGV e il Prof. Maurizio Mignone dell’INGV di Grottaminarda (AV).
Dott.ssa Concetta Nostro quali sono i criteri di riferimento per determinare il rischio sismico nel territorio Centro-Meridionale, Arco Calabro e la Sicilia Sud-Orientale?
Il rischio sismico è una variabile che viene individuata considerando la pericolosità e la vulnerabilità delle strutture in base alla presenza dell’uomo su quest’aree. L’aspetto più importante è calcolare la pericolosità, basata sulle caratteristiche della sismicità strumentale in riferimento ai sismi del 1980 in poi e per quanto riguarda i terremoti precedenti mediante le ricerche storiche. Il parametro che andiamo a calcolare è la pericolosità. Laddove queste aree sono abitate bisogna valutare le caratteristiche delle strutture, se sono più o meno vulnerabili, soggette a terremoti, danneggiamenti e anche il cosiddetto valore esposto, la percentuale di popolazione-strutture che possono essere colpite da un terremoto determinano il rischio sismico. Le caratteristiche di queste tre zone si riferiscono ai terremoti, verificatesi in 200 anni con una certa una certa magnitudo.
Prof. Pignone la stesura della Carta della Pericolosità Sismica, suddivisa in otto aree colloca la Campania tra i territori più colpiti dai terremoti. Perché è stata necessaria questa individuazione analitica?
Ciò è dovuto all’approfondimento rispetto alla classificazione dei sismi in Italia, che ha suddiviso i comuni secondo 4 fasce: alta; media; bassa e nulla. La classificazione della pericolosità va al di là dei confini comunali e divide la Campania e l’Italia in fasce di accellerazione massima possibile al suolo per un terremoto atteso di massima intensità.
In poche parole significa che nelle otto zone ed in Campania potrei avere per un certo periodo un terremoto che può provocare un accellerazione massima con un certo coefficiente. Se vediamo la mappa della pericolosità notiamo che nell’Italia Centro-Meridionale appaiono zone che hanno una massima accelerazione, basata su tre fattori: la sismicità storica; la geologia e le leggi d’attivazione, modelli di studio per verificare come viaggiano nel sottosuolo le onde. Le otto zone sono molto importanti rispetto alla suddivisione nazionale.
Il 01-03-08, il Corriere della Sera, nella rubrica Focus, dedicata ai terremoti e alla sicurezza ha pubblicato un ampio servizio sulle strutture da consolidare nelle aree sottoposte a rischio sismico, in ordine all’ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3724/2003. Dalla lettura dell’articolo di Francesco Foresta Martin, su 75.000 edifici solo il 10% è stato messo in sicurezza. Per le scuole, gli ospedali, caserme e università le verifiche sono in ritardo. Perché manca la sensibilità ad affrontare tempestivamente i problemi di interesse collettivo?
Il problema principale è legato alla mancanza di fondi. Non a caso è conseguente al terremoto del Molise ma non preventiva, in cui una scuola fu distrutto e morirono 27 bambini. Alcune scuole sono a norma, quel 10% è poco ma sono stati compiuti passi in avanti. Io ho fatto il Liceo in un garage che poi è crollato nel terremoto del 1980. Un’iniziativa dell’INAIL finanzia gli Enti pubblici che vogliono mettere in sicurezza le scuole rispetto alla normativa antisismica e non solo, in ordine alla sicurezza deve essere pubblicizzata per intervenire tempestivamente.
Educazione e prevenzione sono i cardini del Progetto Edurisk, promosso dall’Istituto Comprensivo di Foglianise. Quale giudizio può esprimere sul percorso didattico prescelto dagli insegnanti per formare gli alunni ad affrontare i terremoti con una maggiore consapevolezza comportamentale?
Questo progetto è stato proposta dall’INGV e dall’I.C. di Foglianise ed abbiamo avuto una risposta strepitosa, vulcanica da parte degli insegnanti. Abbiamo visto dei risultati solo parziali che sono davvero incredibili. I bambini hanno percepito i vari aspetti dell’evento terremoto ed acquisito una maggiore consapevolezza di quello che può accadere e come devono fare nel momento in cui si verifica e quali siano le nome comportamentali corrette da tenere. Ricordiamo che il progetto elaborato tra l’I. C. Foglianise e l’INGV è di durata biennale.
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