Archive for Marzo 2008

L’AGONIA DEL CRISTO IN UN’OMELIA DI MONS. FRANCESCO PEDICINI

Una raccolta intitolata “Discorsi Sacri”, edita dalla Tipografia Cannone, nel 1869, include un’omelia del foglianesaro Francesco Pedicini (1858-1866), Arcivescovo di Bari, Assistente al Soglio Pontificio e Primate delle Puglie.
Il testo è incentrato sulle tre ore d’agonia, patite dal Figlio di Dio. In esso, il Pastore introduce, con un’immagine tratta dalla Bibbia, le sette parole pronunciate dal Signore, prima di esalare l’ultimo respiro e ritornare alla destra del Padre.
Egli, facendo riferimento all’albero della scienza del giardino terrestre, simbolo del peccato di Adamo, contrappone il legno della croce, cattedra di verità salutare per i cristiani, sul quale pende il Figlio dell’Uomo.
Mons. Pedicini, con profondità teologica, nella settima parola, invita a volgere lo sguardo sul viso di Gesù agonizzante. La malinconia, la tristezza ed il dolore sono i sentimenti che si manifestano per la morte del Redentore dell’umanità.
A tal proposito il Primate delle Puglie scrive: - Ma ahi! che il sole si è coverto di più dense tenebre: ahi! che di sangue si è tinta la luna, tutto trema il firmamento, si scuotono le montagne, si schiudono i sepolcri, si squarcia il santo velo del tempio: tutto è in palpiti la natura… Consummatum est. E’ finita la grand’ opera della nostra redenzione. […] O anime più devote di Maria, apprestatevi a lei, allontanatala dalla croce: fate che non vegga il suo figlio esalare l’ultimo spirito. Come potrà Maria non morire a sì dura vista? e di noi che cosa sarà, se perduto Gesù, perderemo ad un punto la cara madre nostra Maria? -.


Add comment Giovedì 20 Marzo 2008

GLI IMPIANTI SPORTIVI… UN CONTRIBUTO ALLA SOLUZIONE

Riporto una lettera aperta, scritta dal presidente dell’associazione politico-culturale “Il risveglio della dormiente”, Pietro Paolo Pedicini, riguardante il problema degli impianti sportivi, che ormai da anni caratterizza Foglianise.

Cari cittadini, signor Sindaco, signori Amministratori comunali,
Foglianise è una piccola comunità con tanti problemi, che tutti noi viviamo ogni giorno. Uno dei tanti è costituito dalla impossibilità di praticare lo sport a causa dell’assenza di strutture degne di tale nome.

  1. Il campo di calcio in contrada Sala versa da cinque interminabili anni in stato inagibile per infiniti lavori in corso. L’ultima partita disputata risale al 10 maggio 2003 quando la Polisportiva Virtus affrontava il Real San Giorgio pareggiando 1-1. Oggi le due squadre locali, che sopravvivono con molte difficoltà, sono costrette ad “emigrare” nei paesi viciniori.

  2. Altra allarmante quanto inspiegabile situazione è quella riguardante la “palestra” annessa alla scuola Media Statale. I lavori sono stati avviati e mai portati a termine, nonostante le esigue risorse economiche richieste per renderla fruibile.

  3. La condizione del centro polivalente non è molto diversa da quella degli altri impianti. Pur non essendovi lavori in corso, esso risulta inutilizzato. L’Amministrazione ha approvato due delibere per regolarne una gestione che di fatto non si realizza a causa delle onerose condizioni stabilite.

La nostra proposta:

  • in attesa di finanziamenti che permettano di completare l’impianto di calcio, si dia incarico all’ufficio tecnico comunale di elaborare un progetto stralcio, finanziabile con risorse proprie, che ne permetta l’utilizzo in dimensione ridotta con tutti i crismi della sicurezza. Lo stesso progetto dovrebbe individuare i lavori di completamento da finanziare, in questo caso, con risorse degli Enti sovra-ordinati (Regione, Credito sportivo ecc). Tali lavori finali dovranno essere selezionati affinché siano effettuabili senza danneggiare quelli del primo stralcio;

  • la “palestra” dell’Istituto Comprensivo può essere resa agibile con risorse comunali irrisorie nel pieno rispetto di tutte le condizioni di sicurezza;

  • questa associazione si rende disponibile ad assumere direttamente, per il periodo strettamente necessario all’individuazione dei gestori definitivi, la cura dell’impianto polivalente definendo ex-novo con l’amministrazione comunale modi e termini di tale operazione, a condizione che vengano revocate la delibera di Consiglio n. 11 del 25/06/2007 e quella di Giunta n. 76 del 4/09/2007.
    L’Associazione è, inoltre, disponibile, insieme a tutte le altre associazioni culturali e sportive interessate presenti sul territorio, a collaborare alla stesura di un nuovo regolamento, che renda sostenibile la gestione dell’impianto da parte di sodalizi senza fini di lucro.

Con l’augurio di poter offrire un contributo alla collettività,
Salutiamo cordialmente.

Il Presidente Pietro Paolo Pedicini


Add comment Lunedì 17 Marzo 2008

LE IDEE DI MORO RIVIVONO NEL PARTITO DEMOCRATICO

La drammatica pagina della storia italiana, che rievoca il rapimento dell’On. Aldo Moro e l’eccidio dei cinque agenti di scorta: Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Francesco Zizzi, Giulio Rivera e Domenico Ricci, martiri laici al servizio dello Stato, ha segnato la politica italiana.
A distanza di 30 anni, l’agguato in Via Mario Fani, avvenuto il 16 marzo del 1978, alle 9.15, rimane nella memoria, rinvigorisce la cultura democratica, nonostante il disordine istituzionale in cui versa il nostro paese.
Il grande statista viene ricordato per l’attenzione “alle ragioni degli altri”, per aver esaltato “la centralità del Parlamento” e per aver concepito che la “democrazia compiuta” genera giustizia sociale, determina una nuova fase di sviluppo nella vita dei cittadini ed alimenta la dialettica tra le parti sociali e politiche.
Senza la sua lungimiranza abbiamo percepito che gli aneliti democratici sono divenuti più fragili. Dopo la scomparsa di Alcide De Gasperi, ha raccolto la grande eredità del popolarismo, divenendo il grande traghettatore del partito nonché il timoniere dello Stato, avvertendo la necessità che le riforme istituzionali fossero ineludibili.
Ha concepito formule politiche vincenti, è stato il promotore con il compianto senatore Amintore Fanfani, della grande stagione politica del centro – sinistra, favorendo lo sviluppo della nazione, privilegiando le classi sociali più deboli, offrendo pari opportunità a tutti gli italiani perché ognuno potesse raggiungere le proprie aspirazioni.
Con la sua improvvisa scomparsa, l’ultimo grande disegno politico è rimasto nella fase embrionale: IL COMPROMESSO STORICO.
Moro e Berlinguer, attraverso il dialogo, nonostante la contrapposizione ideologica, l’antagonismo tra il filone cattolico – democratico e la concezione laica, hanno raggiunto un qualificante apporto nella sintesi dei valori, un passaggio cruciale nel tessuto sociale italiano. Hanno anticipato il progetto politico dell’Ulivo, mettendo sul tappeto il tema delle riforme, per cogliere le istanze, provenienti dalla società in mutamento.
Il Presidente della Democrazia Cristiana, nel convegno promosso dal suo partito in Bologna, il 12 Dicembre 1977, esalta la politica del confronto, per cogliere i fermenti emergenti nel realtà sociale italiana.
Egli dice:- Ed è pensando a questa situazione, a questa terza fase che in realtà si annuncia […] che noi abbiamo immaginato una politica di confronto della Democrazia Cristiana con tutte le forze politiche, ma ovviamente in particolare con il partito comunista; confronto che non nasce certo da identità (poiché la diversità è grande), né significa che le due più grandi forze del paese non siano appunto, come abbiamo detto, fra loro alternative, ma che utilizza la possibilità del discorso in forma politica in forma nuova, in relazione ad una situazione economica, sociale e politica nuova e difficile nel nostro paese. Il confronto nasce da una necessità, nasce da uno stimolo, quello ad esplorare le aree di comune proposta per alcuni problemi pressanti del paese; ma nasce tenendo conto di alcuni fatti nuovi che sono nella nostra società, perché […] dobbiamo ricordare alcune cose che sono avvenute e che hanno fatto del partito comunista un soggetto più agile, più capace di dialogo, non tanto con noi quanto con il paese e l’opinione pubblica-.
Il disegno sinistro di rapire Moro, ordito dalle BR, non ha prodotto la destabilizzazione dell’ordine democratico, rafforzando l’idea che lo Stato è certamente il baluardo della libertà, il maniero inespugnabile, che non viene abbattuto dagli attacchi frontali del nemico.
In questa fase travagliata della vita dello Stato, è doveroso ricordare l’eminente insegnamento di Aldo Moro, che, riferendosi al ruolo determinante dei partiti politici, scrive un articolo per il “Giorno”, nell’aprile ‘77’.
Egli sostiene: - non sempre ci siamo trovati concordi nelle stesse posizioni, ma abbiamo saputo sempre di non essere estranei gli uni e gli altri, di avere un patrimonio di idee in comune che, nell’interesse del Paese, quali che siano le vicende nei tempi che cambiano, è doveroso non disperdere… Non è importante che noi pensiamo la stesse cose…ma è invece straordinariamente importante che, ferma la fede di ciascuno nel proprio originale contributo… siamo tutti collegati l’uno all’altro, nella comune accettazione di essenziali ragioni di libertà, di rispetto, di dialogo -.
L’attualità di uno dei più grandi statisti del ‘900’, nella panorama politico contemporaneo si proietta nel Partito Democratico.
Due grandi forze, la Margherita e i Ds, hanno dato vita al Partito Democratico, che non è una fusione fredda, ma l’incontro di culture diverse, radicate nella società civile, per cambiare il volto dell’Italia, insieme alle associazioni, alle forze produttive, al mondo del lavoro, alle università, agli enti di ricerca ed al volontariato. Hanno rivoluzionato e messo in crisi poteri consolidati, rinchiusi nelle loro incrollabili certezze.
L’On.Walter Veltroni, celebrando la figura di Moro con i parlamentari del PD, ha sottolineato la forza del cambiamento, auspicata dal leader democristiano trent’anni or sono.
Egli dice:- Moro puntava alla “costruzione progressiva di una svolta”, proponendo di “far convivere l’aspro conflitto ideologico di allora con la capacità di convergere su i valori e gli interessi nazionali.


Add comment Domenica 16 Marzo 2008

E’ PARTITA LA MACCHINA ORGANIZZATIVA DELLA FESTA DEL GRANO

Domenica 9 marzo, i maestri dell’arte dell’intreccio sono stati convocati nella Aula Consiliare, per una riunione operativa, in vista della prossima edizione della Festa del Grano.
Il Sindaco Giovanni Mastrocinque ha comunicato ai maestri della paglia che, per l’edizione 2008, sono stati scelti i monumenti della Toscana. Una inesauribile miniera d’arte per gli artisti dell’intreccio, che hanno solo l’imbarazzo della scelta, per i soggetti da realizzare.
Il Primo Cittadino, inoltre, ha reso noto che, il 13 c.m., si incontrerà in Roma con i Presidenti delle Province di Firenze e Livorno, in modo da organizzare al meglio una promozione dell’evento in Toscana. A tal fine sarà stabilita una data per una conferenza stampa in Firenze.
Mastrocinque ha poi annunciato che, da quest’anno, la Festa del Grano dovrebbe rientrare tra i grandi eventi della Regione Campania e che saranno messi a disposizione dei carristi anche alcuni locali del Museo della Paglia, attualmente in costruzione. L’idea è nata dopo che, l’anno scorso, al Comitato Festeggiamenti è stato fatto notare come in molti non hanno la possibilità di dare il loro contributo alla sfilata, poiché non dispongono di uno spazio in cui lavorare la paglia.
Ci si attende ora che i foglianesari, aventi veramente a cuore la tradizione più importante del loro paese, si impegnino attivamente per la migliore riuscita dell’evento. In ciò, hanno un ruolo importante i giovani, che hanno il dovere di tramandare l’arte dei loro nonni.


Add comment Mercoledì 12 Marzo 2008

LETTERA APERTA DI CRISTIAN MASTROCINQUE

Pubblico una lettera, inviatami da Cristian Mastrocinque, rivolta alla comunità di Foglianise, nella quale egli smentisce di essere candidato con Forza Nuova per le elezioni provinciali, così come riportato da un articolo de Il Sannio Quotidiano.
Inoltre, dopo un altro pezzo dello stesso giornale, difende e motiva la sua scelta in merito alla “Moratoria sull’Aborto”, scrivendo alcuni riflessioni, inerenti il valore della vita.

Spett.li Paesani e non,
mi vedo citato e rispondo. Ho letto che sono candidato alle provinciali con Forza Nuova; questo lo sanno tutti tranne che io. Forse avrei preso più voti (di protesta) dei candidati reali, ma, mi dispiace deludervi, non è vero quanto scritto; non sono interessato alla cosa.
Per quanto riguarda la questione della moratoria, colgo l’occasione per difendere e motivare la mia scelta.
Non si deve essere per forza Cristiani per non spezzare una vita. Non mischiate la politica o la religione su temi che trascendono persino spazio e tempo; questa carneficina deve finire. Viviamo nel medioevo della ragione da circa 40 anni, a causa di talune idee plasmatrici di culture sterili e mortifere, da qualsiasi lato le si guardi. Fortunatamente quest’epoca di medioevo delle coscienze sta volgendo al termine e sarà ricordata nella storia come una macchia indelebile di inciviltà.
Se oggi siamo qui a scrivere è perchè i nostri genitori non ci hanno abortito. Interrompere una vita non è una battaglia civile, ma una battaglia incivile, barbarica, accostabile ad un gulag, ad un braccio della morte, ad un serial killer. Quindi, non parlate di civiltà.
Se esistono movimenti come quelli contro la pena di morte, da me condivisi, se ci scandalizziamo quando un operaio perde la vita con un incidente sul lavoro, se è normale un movimento col nome “nessuno tocchi Caino”, mi chiedo allora perchè non possa essere tutelato un bambino? Perchè allora non potrebbe esistere un movimento “nessuno tocchi Abele l’innocente”, che vuol solo vivere?
Ci vuole la scienza, la chiesa, la ragione? O basta il buonsenso per capire che è una cosa vergognosa spezzare la vita di un bambino, piccolo ma pur sempre vivo e cosciente?
La 194, la legge sull’interruzione di gravidanza, nasce sulla falsità di abolire gli aborti clandestini. Bene, con la pillola a base di veleni, la ru486, l’aborto torna clandestino. In questo caso le mamme lasciate sole e tutte le altre chiacchiere sessantottine che fine fanno? Intanto non importa se muore un bimbo, che non può difendersi o votare, sacrificato sull’altare dell’egoismo e di taluni pensieri materialistici e deboli. Tutto è ammesso in questa cultura della morte. Bella civiltà…
Qualsiasi cosa vorreste opporre come ragionamento, per trasformare un delitto in diritto, cadrebbe come un castello di carta, al vaglio di una qualsiasi categoria della logica, della scienza, della filosofia e del buon senso.
Non pretendo aiuto da nessuno, ma per cortesia non spacciate patenti di legittimità, che nessuno vi ha chiesto, dato che è un imbecille chi ritiene di dover decidere di una vita che non è la sua.
Non intendo polemizzare con nessuno, perchè il buonsenso e l’amore per la vita dovrebbero far parte del patrimonio di autoconservazione di ognuno di noi. Pensiamo soltanto a non volere per gli altri quello che non vorremmo per noi. O volevate essere abortiti?
Io direi di lasciare libera la vita e di non uccidere nessuno. Chi siamo noi per fare da Boia, per decretare chi ha diritto di vivere e chi di morire?
Non credo che queste mie righe toccheranno la coscienza di qualcuno, ma sentivo il dovere di scriverle. Ci sono anime, bambini non nati ed altri in prossimità di morte, che gradiranno questa battaglia non negoziabile con la mia coscienza e questo mi immunizza da qualsiasi veleno e sacrificio.
Saluto cordialmente tutti, anche coloro che sono nel buio di coscienza; mi dispiace per loro e spero che possano avere figli da amare e non da uccidere.

Cristian Mastrocinque

“Sento che oggigiorno il più grande distruttore di pace è l’aborto, perché è una guerra diretta, una diretta uccisione, un diretto omicidio per mano della madre stessa. […] Perché se una madre può uccidere il suo proprio figlio, non c’è più niente che impedisce a me di uccidere te, e a te di uccidere me. […]“ (da “Nobel lectures”, “Peace” 1971-1980, 11 dicembre 1979)

“Noi combattiamo l’aborto con l’adozione. Se una madre non vuole il suo bambino, lo dia a me, perché io lo amo.” Madre Teresa Di Calcutta.


Add comment Venerdì 7 Marzo 2008

ECCO COS’E’ UN DISSOCIATORE MOLECOLARE

Molti si dichiarano contrari ma pochi sanno cos’è realmente.
A colloquio con un esperto, l’ingegnere Edoardo Farina. Il caso della Valle Vitulanese

L’intesa sottoscritta da 7 sindaci della Valle Vitulanese (Campoli del Monte Taburno, Cautano, Castelpoto, Paupisi, Vitulano, Torrecuso e Tocco Caudio), il 14-02-08, per la realizzazione di un dissociatore molecolare, nel territorio di Castelpoto, ha dato vita ad un vivace dibattito. Il documento non è stato firmato dal Primo Cittadino di Foglianise, che non ha condiviso l’iniziativa intrapresa. Inoltre, un comitato No dismo si è costituito per evitare la realizzazione dell’impianto.
Dopo le polemiche, un ulteriore documento è stato redatto dai Sindaci, in data 11-02-08, il quale ha ribadito che non è stata fatta ancora alcuna scelta definitiva in merito.
Per dipanare l’intricata matassa abbiamo intervistato Edoardo Farina, laureato in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio con indirizzo in difesa del Suolo, e gestore del sito web “Ingegneria & Ambiente”.

[leggi tutto]


Add comment Domenica 2 Marzo 2008


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