“RON IN CONCERTO”

Domenica 23 Dicembre 2007

I grandi successi di Ron arrangiati in maniera sublime in un nuovo cd

“RON IN CONCERTO” è il titolo dell’ultimo album, ideato e prodotto dall’artista di Garlasco (PV), scaturito da un progetto musicale, diverso rispetto agli album incisi nel passato. Il cd, con dvd, ripercorre 37 anni di una fulgida carriera; raccoglie i più grandi successi del cantautore italiano, riarrangiati magistralmente dall’Orchestra Jazz della Toscana. I brani, rielaborati in una nuova veste, sono stati registrati nell’ottocentesco Teatro Martinelli, in Garlasco.
Nell’album è contenuta la “Canzone dell’Acqua”, che pone al centro un tema di grande rilevanza sociale, dibattuto in tutto il pianeta, un’emergenza a cui volgere particolare attenzione per le sorti dell’umanità.
Non manca, inoltre, nel cd, un tributo al compianto Giorgio Gaber, a cui Ron dedica, con intensità interpretativa, “Quando sarò capace di amare”, un testo meno noto, di un grande autore nel panorama della musica italiana.

Ron, come è nata l’idea di rielaborare i successi più noti del tuo repertorio, accompagnato dall’Orchestra Jazz della Toscana, e di registrare il nuovo album nel Teatro Martinelli?
Non avrei immaginato che l’Orchestra Jazz della Toscana, costituita da un gruppo di 18 ragazzi di Livorno, mi avrebbe contattato per riarrangiare i miei successi in occasione di alcuni concerti. L’idea mi ha entusiasmato; così è nato questo progetto musicale di scegliere dei brani noti al grande pubblico e ai miei fans,
riproposti con suoni meravigliosi. Ho desiderato registrare il nuovo album nel Teatro Martinelli in Garlasco, perché sono particolarmente legato al mio luogo d’origine dove i sogni e le aspirazioni sono divenute realtà, spiccando il volo nel panorama musicale italiano.

Perché hai voluto rendere omaggio a Giorgio Gaber, interpretando la canzone “Quando sarò capace di amare”?
La lettura del testo contenuto in un libro dedicato a Gaber mi ha folgorato. Ho ascoltato la canzone; i versi ricchi di significato hanno toccato la mia sensibilità e ho deciso di interpretarla nel cd.

Nella tua carriera hai sempre affrontato problematiche sociali, come ne “Il gigante e la bambina”, in cui hai trattato la violenza sui minori. Perché, nel 1971, si arrivò a censurare una strofa di questo brano?
La strofa censurata riguardava lo stupro di un pedofilo e suscitava tanto clamore 38 anni fa. Oggi la problematica occupa uno spazio preminente nelle cronache quotidiane, che continuano a raccontare vicende sconcertanti.

“La canzone dell’acqua”, scritta da R. Zenobi e musicata da te, esalta il valore universale dell’acqua. Perché oggi è necessario sensibilizzare le future generazione su questa importante problematica?
Il testo molto pregante di significato del cantautore Renzo Zenobi lancia un grido d’allarme all’umanità affinché l’acqua, bene prezioso per la nostra vita, sia salvaguardato ed in particolare nel Terzo e Quarto Mondo.

Nel cd hai incluso “Io sono Michele”, la nina de rua che lotta per sopravvivere in Brasile. Come nasce l’idea di scrivere una canzone di questo tipo, che fa riemergere, nella quotidianità, un problema di grande rilevanza mondiale?
La canzone è contenuta nell’album Angelo. L’ispirazione nasce da una storia vera, accaduta nelle favelas del Brasile. Michele, “la nina de rua”, lotta per sopravvivere alle squadre della morte che uccidono i bambini e i ragazzi senza pietà.

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