NEI DIARI DI NICOLA TOMMASELLI, LA FOGLIANISE DEGLI ANNI ‘30-’40
Sabato 10 Novembre 2007
Ad un anno dalla dipartita di Nicola Tommaselli, il 13 Ottobre 2007, è stato dato alle stampe un opuscolo dal titolo: “ Le Funzioni religiose (e… altro) della mia parrocchia negli anni “30 e “40.
La raccolta di ricordi è stata curata dal fratello Padre Luigi Vito Tommaselli O.F.M , stampata in Foglianise da PIESSE Grafica & Stampa s.n.c.
Le pagine vergate in un diario di Nicola Tommaselli ineriscono la microstoria locale, presentano uno spaccato della società a struttura semplice, che esaltano nell’universo valoriale la centralità della famiglia e la preminenza dei dettami evangelici.
La famiglia Tommaselli dallo scrigno della memoria, custodito gelosamente dallo storico Nicola, per non relegare nell’oblio gli eventi religiosi, i canti della tradizione, le curiosità inedite, hanno rinvigorito le radice cristiane, per rafforzare l’identità della comunità nell’era della globalizzazione.
Merita particolare attenzione l’istituzione di una banda musicale che accompagnava le processioni durante l’anno in occasione delle ricorrenze religiose di minore importanza.
A tal proposito, egli scrive: - Sotto la gestione della parrocchia di Mons. Gioacchino Pedicini, prima degli anni ’30, si formò una piccola banda musicale composta da cinque elementi: Fortunato Catillo suonava la grancassa; Biagio Catillo il tamburo, Michele Pedicini il flauto (ottavino); Giuseppe Pedicini i piattini e Libero Sanfelice batteva i piattini “l’acciarino” -.
Quando non erano invitate bande musicali di un certo spessore, subentravano loro per accompagnare le processioni per fare un po’ di… musica -.
Affiorano nelle reminiscenze di Nicola Tommaselli, nello scorrere delle vicende umane, le diverse memorie liturgiche, ma dedica un ampio spazio alla Festa del Grano, che si celebra in Foglianise, il 16 Agosto in onore di San Rocco.
Egli prima rievoca un episodio legato alla seconda guerra mondiale, nel 1943, quando attraversa lo Stretto di Messina incolume, “sotto una pioggia di bombe”, in concomitanza alla celebrazione della Messa solenne, in ricordo della Madonna Assunta in Cielo.
- Negli anni ’30 e ’40 – egli ricorda - i carri erano pochi: molte, invece, le donne che portavano in testa ceste di grano. Quando la sfilata giungeva alle ultime case del Corso Umberto I, iniziava il suono festoso delle campane e gli spari del primo fuochista, che terminava con il finale in Piazza S.Anna, dove si era costretti a fermarsi un po’ per la calca e un po’ per dare la possibilità ai devoti di appendere vicino alla Statua le loro offerte. Si faceva, poi, l’ultimo tratto, mentre il secondo fuochista iniziava i fuochi per concluderli quando la Statua raggiungeva la Chiesa di Santa Maria e si fermava a guardare il paese come in atto di benedirlo -.
La pubblicazione è uno stimolo per gli storici ad approfondire nel tessuto sociale il rapporto con il sacro, in modo da ricercare ulteriori documenti, conservati negli archivi delle Chiese, affinché la ricostruzione degli accadimenti del passato possono aprire nuovi orizzonti nel sapere locale, veicolo di conoscenza per la formazione delle future generazioni.
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