RITORNERA’ ALL’ANTICO SPLENDORE L’EREMO DI S. MICHELE

Nell’immaginario collettivo, l’Eremo dell’Arcangelo Michele, in Foglianise, appare come una perla incastonata nella roccia, una quinta scenografica davvero stupefacente che cattura immediatamente l’occhio del visitatore che giunge nel paese, noto per la Festa del Grano.
Il 29 Febbraio 2008, la Giunta Provinciale, presieduta dall’On. Carmine Nardone, ha approvato un progetto per riqualificare e valorizzare il Santuario, edificato tra l’VIII e il XI sec., dopo la conversione al Cristianesimo dei Longobardi.
E’doveroso ricordare che, il 20 Dicembre 2007, è stato siglato un accordo di programma tra Don Nicola Filippo Della Pietra, Parroco di San Ciriaco Martire, il Sindaco di Foglianise, Giovanni Mastrocinque, ed il Presidente della Provincia Nardone. Il documento evidenzia il ruolo preminente del Santuario di San Michele; in esso è scritto: - “Il complesso edilizio e l’aria necessitano di interventi volti al recupero e alla loro valorizzazione come luoghi di culto e di cultura di valore ed interesse esorbitanti nell’ambito comunali, investendo nei fatti l’intera Valle Vitulanese e gli altri territori provinciali ad essi connessi”-.
L’esecutivo della Rocca ha approvato il primo lotto di lavori per un importo di 1,5 milione di euro, in riferimento alle misure del Por Campania 4.12 e 4.20.
Gli interventi riguarderanno, oltre il restauro dell’Eremo, anche il recupero di due sentieri, che i pellegrini, l’8 Maggio e il 29 Settembre, percorrono per giungere all’edificio sacro.
Una relazione della Dott.ssa Giuseppina Torriero Nardone, della Soprintendenza per i BB.AA.AA.AA.e SS. di Caserta e Benevento, inquadra i sentieri del Monte Caruso, alla cui sommità è sito l’Eremo, in una rete di tracciati, alcuni dei quali risalenti all’età neolitica, abbandonati dalla grande viabilità antica dopo la caduta dell’Impero Romano.
Sarebbe auspicabile che l’Amministrazione Comunale colga l’occasione per incrementare, in una visione strategica, le potenzialità turistiche dell’area; l’inserimento dell’Eremo negli itinerari di fede, collegati con i percorsi micaelici del Sud, potrebbe favorire lo sviluppo della comunità e dei paesi limitrofi. Questo sarebbe un passo, da parte degli amministratori, verso un cambiamento di mentalità nella gestione del territorio, che consentirebbe loro di agire in una visione prospettica della realtà locale.
Il recupero dell’Eremo dovrebbe, però, essere seguito anche da un vero restauro del centro storico, dove, con vero, si intende un’azione che non sia data dai soliti piccoli ed inutili interventi a macchia di leopardo. Solo così si avrebbe una riqualificazione urbana del paese, opera che avrebbe un valore decisamente più importante rispetto ad altre che appaiono più futili e vanagloriose, come ad esempio il progetto della funivia. Gli antichi casali di Palazzo e Barassano, percorsi dai pellegrini e dai visitatori, oggi versano nel degrado, mortificati da abusi edilizi e turpi costruzioni. Nessun intervento è stato compiuto per riportarli al loro antico splendore e, con il passare degli anni, sempre più pezzi della storia foglianesara rischiano di scomparire.
Tuttavia, anche se la valorizzazione del centro storico non fosse attuata nell’immediato, l’importante, per ora, è che le attività di restauro dell’Eremo siano severamente controllate, in modo tale da evitare spiacevoli sorprese ed interventi che deturperebbero l’edificio, così come già avvenuto in passato.

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CONCORSO ARTISTICO-LETTERARIO “ SAN ROCCO”- I EDIZIONE

L’Associazione Europea Amici di San Rocco ha bandito un concorso nazionale dedicato al Pellegrino di Dio.
La santità di San Rocco con le sue incomparabili gesta d’amore è la stella polare dei pellegrini e dei devoti, che attraverso la lettura della sua vita al servizio degli ultimi diventa appare nell’orizzonte della fede lo sconfinato sentiero dell’eternità.
Il concorso, promosso dal Procuratore Costantino De Bellis, si propone di ricercare aspetti inediti della devozione popolare nelle comunità dove San Rocco e particolarmente venerato.
Gli alunni delle Scuole Primarie, Secondarie di Primo e Secondo grado, gli oratori, i gruppi di pastorale giovanile nonché i singoli ragazzi che vivono nella realtà parrocchiale i dettami del Vangelo, possono scrivere un tema, legato alla fede, alla tradizione, all’arte e alla cultura, oppure rappresentare mediante tecniche artistiche i miracoli, raccontati dalla pietà popolare, non attestati scientificamente.
Gli elaborati, i dipinti e le sculture devono essere inviati in Capriati al Volturno (CE), per il 30 Aprile 2008. Saranno esaminati da una giuria con giudizio insindacabile.
I vincitori saranno premiati il 28-06-08, presso la Chiesa Patriarcale di San Rocco, in Piazza Augusto Imperatore 6, Roma.

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TERREMOTO, CHE FARE? UN SEMINARIO A FOGLIANISE

Nell’Aula Magna della Scuola Secondaria di Primo Grado di Foglianise, il 3 Marzo 2008, ha avuto luogo un Seminario dal titolo: “Terremoti ? Niente Paura!”. L’evento, suddiviso in due sessioni, si è tenuto nell’ambito della XVIII Settimana della cultura scientifica e della tecnologia ed è stato promosso dall’I.C. Foglianise, sotto l’egida dell’INGV, patrocinata dall’Amministrazione Comunale. Sono intervenuti il Sindaco Giovanni Mastrocinque, la Collaboratrice Vicaria Irene Colandrea, in sostituzione del Dirigente Scolastico Giovanna Pedicini, assente per motivi di salute, illustri studiosi, insegnanti, professori universitari che hanno affrontato la tematica del terremoto da angolature diverse, al fine di comunicare ai numerosi presenti in sala la complessità dei fenomeni, legati agli eventi tellurici. Il lato scientifico dell’evento è stato curato dal geologo di Foglainise Dott. Giancarlo Boscaino. Il seminario è stato moderato dal giornalista del Mattino Achille Mottola; ha concluso i lavori Mario Pedicini, Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale.
A margine abbiamo intervistato la Dott.ssa Concetta Nostro, responsabile Formazione e Informazione INGV e il Prof. Maurizio Mignone dell’INGV di Grottaminarda (AV).

Dott.ssa Concetta Nostro quali sono i criteri di riferimento per determinare il rischio sismico nel territorio Centro-Meridionale, Arco Calabro e la Sicilia Sud-Orientale?
Il rischio sismico è una variabile che viene individuata considerando la pericolosità e la vulnerabilità delle strutture in base alla presenza dell’uomo su quest’aree. L’aspetto più importante è calcolare la pericolosità, basata sulle caratteristiche della sismicità strumentale in riferimento ai sismi del 1980 in poi e per quanto riguarda i terremoti precedenti mediante le ricerche storiche. Il parametro che andiamo a calcolare è la pericolosità. Laddove queste aree sono abitate bisogna valutare le caratteristiche delle strutture, se sono più o meno vulnerabili, soggette a terremoti, danneggiamenti e anche il cosiddetto valore esposto, la percentuale di popolazione-strutture che possono essere colpite da un terremoto determinano il rischio sismico. Le caratteristiche di queste tre zone si riferiscono ai terremoti, verificatesi in 200 anni con una certa una certa magnitudo.

Prof. Pignone la stesura della Carta della Pericolosità Sismica, suddivisa in otto aree colloca la Campania tra i territori più colpiti dai terremoti. Perché è stata necessaria questa individuazione analitica?
Ciò è dovuto all’approfondimento rispetto alla classificazione dei sismi in Italia, che ha suddiviso i comuni secondo 4 fasce: alta; media; bassa e nulla. La classificazione della pericolosità va al di là dei confini comunali e divide la Campania e l’Italia in fasce di accellerazione massima possibile al suolo per un terremoto atteso di massima intensità.
In poche parole significa che nelle otto zone ed in Campania potrei avere per un certo periodo un terremoto che può provocare un accellerazione massima con un certo coefficiente. Se vediamo la mappa della pericolosità notiamo che nell’Italia Centro-Meridionale appaiono zone che hanno una massima accelerazione, basata su tre fattori: la sismicità storica; la geologia e le leggi d’attivazione, modelli di studio per verificare come viaggiano nel sottosuolo le onde. Le otto zone sono molto importanti rispetto alla suddivisione nazionale.

Il 01-03-08, il Corriere della Sera, nella rubrica Focus, dedicata ai terremoti e alla sicurezza ha pubblicato un ampio servizio sulle strutture da consolidare nelle aree sottoposte a rischio sismico, in ordine all’ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3724/2003. Dalla lettura dell’articolo di Francesco Foresta Martin, su 75.000 edifici solo il 10% è stato messo in sicurezza. Per le scuole, gli ospedali, caserme e università le verifiche sono in ritardo. Perché manca la sensibilità ad affrontare tempestivamente i problemi di interesse collettivo?
Il problema principale è legato alla mancanza di fondi. Non a caso è conseguente al terremoto del Molise ma non preventiva, in cui una scuola fu distrutto e morirono 27 bambini. Alcune scuole sono a norma, quel 10% è poco ma sono stati compiuti passi in avanti. Io ho fatto il Liceo in un garage che poi è crollato nel terremoto del 1980. Un’iniziativa dell’INAIL finanzia gli Enti pubblici che vogliono mettere in sicurezza le scuole rispetto alla normativa antisismica e non solo, in ordine alla sicurezza deve essere pubblicizzata per intervenire tempestivamente.

Educazione e prevenzione sono i cardini del Progetto Edurisk, promosso dall’Istituto Comprensivo di Foglianise. Quale giudizio può esprimere sul percorso didattico prescelto dagli insegnanti per formare gli alunni ad affrontare i terremoti con una maggiore consapevolezza comportamentale?
Questo progetto è stato proposta dall’INGV e dall’I.C. di Foglianise ed abbiamo avuto una risposta strepitosa, vulcanica da parte degli insegnanti. Abbiamo visto dei risultati solo parziali che sono davvero incredibili. I bambini hanno percepito i vari aspetti dell’evento terremoto ed acquisito una maggiore consapevolezza di quello che può accadere e come devono fare nel momento in cui si verifica e quali siano le nome comportamentali corrette da tenere. Ricordiamo che il progetto elaborato tra l’I. C. Foglianise e l’INGV è di durata biennale.

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IMPIANTI SPORTIVI: OGGI L’INCONTRO TRA LE ASSOCIAZIONI

Martedì 2 Aprile, i rappresentanti delle associazioni Hic Rodus, Pro-Loco, Atletico Foglianise, F.C. Foglianise ed Il Risveglio della Dormiente dovevano incontrarsi, nella sede di quest’ultima, per costituire un gruppo di lavoro, al fine di redigere un documento da sottoporre all’Amministrazione Comunale.
Visto che alla riunione non erano presenti componenti dell’F.C. Foglianise e della Pro-Loco, si è convenuto di rinviare l’incontro ad oggi, Venerdì 4 Aprile, alle ore 18:00.
L’assemblea, che si terrà nella sede dell’associazione Il Risveglio della Dormiente, in Via San Nicola 31, come sempre sarà pubblica; pertanto, tutti i cittadini che vogliono dare un loro contributo sono liberi di partecipare.
L’incontro del 2 Aprile è stato ritenuto comunque fruttifero dai presenti, in quanto si è cominciato a discutere sulle modalità per ottenere delle risposte più dettagliate, da parte dell’Amministrazione, in merito al problema delle strutture sportive.
La risposta ottenuta, in seguito ad un’interrogazione, dal consigliere di minoranza Cairella, resa pubblica durante l’incontro di Sabato 29 Marzo, è stata, infatti, giudicata dal presidente dell’associazione Il Risveglio della Dormiente, Pietro Paolo Pedicini, e dall’architetto Cosimo Boffa, evasiva e poco esauriente. In questo documento, nel quale si legge che – l’amministrazione da sempre è attenta allo Sport ritenendolo uno strumento capace di sensibilizzare il fisico, la mente e la coscienza dei giovani -, frase in contrasto con la mancata partecipazione del 29, si afferma l’impossibilità di accedere ai fondi della Regione Campania, necessari al completamento dei lavori.
L’architetto Boffa, però, ha reso noto che, per quanto riguarda gli impianti sportivi, la Regione ha stanziato nel bilancio 100 milioni di euro, per i Comuni in ordine al protocollo d’intesa, sottoscritto con il Coni Nazionale e il Credito Sportivo Nazionale. Pertanto, con un iter burocratico differente da quello intrapreso dall’Amministrazione Comunale, sarebbe possibile accedere a tali finanziamenti. L’Assessore della Regione Campania De Luca, infatti, ha comunicato che si possono intercettare i fondi per gli impianti sportivi in riferimento ad un asse dei POR 2007-2013.

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IMPIANTI SPORTIVI DI FOGLIANISE. DA ANNI INAGILI PER LA COMUNITA’ LOCALE

Nella sede dell’Associazione “Il Risveglio della Dormiente”, il 29 marzo, ha avuto luogo una pubblica assemblea, con un solo punto all’ordine del giorno: gli impianti sportivi di Foglianise.
Il neo-sodalizio, già con la lettera aperta del 15-03-08, aveva di nuovo portato alla ribalta l’annosa questione delle strutture dedicate allo sport, inagibili ormai da anni e, poiché abbandonate a se stesse, vittime del degrado e di numerosi atti vandalici.
Una problematica, questa, che, vista anche la valenza di carattere sociale dello sport, preoccupa notevolmente la popolazione, tra la quale comincia a serpeggiare un vento di sconforto e sfiducia, in quanto l’Amministrazione sembra non riesca ad individuare ancora un piano che consenta di arrivare ad una soluzione in tempi brevi.
Alla pubblica assemblea erano presenti i rappresentanti delle associazioni sportive Atletico Foglianise e F.C. Foglianise, della Pro-Loco, dell’associazione Hic Rodus e numerosi cittadini.
Da sottolineare, purtroppo, l’assenza del Sindaco, dell’Assessore allo Sport e di altri componenti della Giunta, così come del gruppo di opposizione “Andare Oltre”, un segnale di scarsa sensibilità da parte dei suddetti verso l’impiantistica sportiva. La mancata partecipazione del Primo cittadino e dell’Assessore allo Sport è in contraddizione con quanto scritto nella risposta ad un’interrogazione del consigliere di minoranza Cairella, in merito alla legittimità del regolamento per la gestione degli impianti sportivi, in cui è scritto che: - questa amministrazione da sempre è attenta allo Sport ritenendolo uno strumento capace di sensibilizzare il fisico, la mente e la coscienza dei giovani -.
Il Presidente dell’Associazione, Pietro Paolo Pedicini, dopo aver illustrato i problemi che attanagliano gli impianti per lo sport di Foglianise, ha delineato alcune soluzioni che potrebbero migliorare l’attuale situazione e che consentirebbero di poter utilizzare, seppur parzialmente, le strutture, in particolar modo il campo di calcio e quello di calcetto, ricadente nel centro sportivo polivalente.
I contributi dei presenti sono stati utili per inquadrare meglio la questione. Per il campo di calcio, la proposta dell’Associazione era quella di elaborare un progetto stralcio per completare almeno il terreno di gioco; i rappresentanti dei clubs locali hanno, però, fatto notare come sia impossibile utilizzare il campo, anche solo per gli allenamenti, senza torri per l’illuminazione e spogliatoi funzionanti. Per la “palestra”, adiacente alla Scuola Primaria, per la quale non occorrono molti lavori per l’ultimazione, è stato proposto di modificare solo parzialmente la destinazione d’uso di asilo nido, montare gli infissi e impiantare una superficie adatta all’attività motoria, in modo da poter cominciare a sfruttare l’edificio, in attesa che dalla Regione Campania giungano i finanziamenti per terminare la struttura. Per quanto riguarda la questione del Centro Sportivo Polivalente, l’associazione si è resa disponibile a gestire, per un tempo limitato, il campo di calcio a 5 e l’intero complesso sportivo, definendo con l’amministrazione comunale modalità e termini di tale operazione, a condizione che vengano revocate la delibera di Consiglio n. 11 del 25/06/2007 e quella di Giunta n. 76 del 4/09/2007. Per il campo di calcio a 5, era stato indetta una gara per l’affidamento in cui l’Amministrazione chiedeva al gestore 250.00 euro mensili. Nessuno club o associazione ha partecipato, sia per l’importo oneroso, che per alcune clausole vincolanti contemplate nel regolamento.
Nel corso della discussione, è intervenuto anche l’Arch. Cosimo Boffa che, ribadendo l’assenza di sensibilità per le strutture sportive in Foglianise, da parte degli amministratori, ha reso nota la risposta, evasiva e poco esauriente, che il consigliere di opposizione Cosimo Cairella, ha ricevuto da parte dell’Amministrazione. L’architetto ha affermato, inoltre, che, per quanto riguarda gli impianti sportivi (Legge 42/79), la Regione Campania ha stanziato nel bilancio 100 milioni di euro, per i Comuni in ordine al protocollo d’intesa, sottoscritto con il Coni Nazionale e il Credito Sportivo Nazionale. L’Assessore De Luca, infatti, ha comunicato che si possono intercettare i fondi per gli impianti sportivi in riferimento ad un asse dei POR 2007-2013.
A conclusione del dibattito, si è convenuto di preparare un documento unitario, redatto da tutte le associazioni presenti all’assemblea, da sottoporre all’Amministrazione Comunale.

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IMPIANTI SPORTIVI: UN TEMA CHE STA A CUORE AI FOGLIANESARI

Sabato 29-03-08, nella sede del “Risveglio della Dormiente”, in Via San Nicola 31, ha avuto luogo una pubblica assemblea, per discutere sulla problematica degli impianti sportivi di Foglianise, inagibili ormai da anni e, poiché praticamente abbandonati, vittime del degrado e di numerosi atti vandalici.
In una sala affollata, i rappresentanti delle società sportive e delle associazioni presenti sul territorio e numerosi cittadini hanno dibattuto su tale annosa questione. Grazie agli interventi dei presenti, contributi importanti sono emersi e, a conclusione dell’assemblea, si è convenuto di instaurare un gruppo di lavoro, costituito dai rappresentanti di tutte le associazioni presenti, per redigere un documento da sottoporre all’Amministrazione Comunale.
Assenti all’evento il Sindaco e l’Assessore allo Sport, nonché il Gruppo di “Andare Oltre”, un segnale di scarsa sensibilità da parte dei suddetti verso l’impiantistica sportiva ma, soprattutto, di snobismo verso taluni principi di uno Paese democratico.
Il confronto e il dialogo sono il sale della democrazia; quando viene a mancare la presenza dell’Ente Locale, preposto ad affrontare i reali problemi del paese, vengono meno importanti prerogative per la cittadinanza.
E’ bene ricordare che la civiltà di un popolo si misura anche dall’interesse per lo sport, che assolve ad una funzione sociale preminente per la formazione dei giovani.

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L’AGONIA DEL CRISTO IN UN’OMELIA DI MONS. FRANCESCO PEDICINI

Una raccolta intitolata “Discorsi Sacri”, edita dalla Tipografia Cannone, nel 1869, include un’omelia del foglianesaro Francesco Pedicini (1858-1866), Arcivescovo di Bari, Assistente al Soglio Pontificio e Primate delle Puglie.
Il testo è incentrato sulle tre ore d’agonia, patite dal Figlio di Dio. In esso, il Pastore introduce, con un’immagine tratta dalla Bibbia, le sette parole pronunciate dal Signore, prima di esalare l’ultimo respiro e ritornare alla destra del Padre.
Egli, facendo riferimento all’albero della scienza del giardino terrestre, simbolo del peccato di Adamo, contrappone il legno della croce, cattedra di verità salutare per i cristiani, sul quale pende il Figlio dell’Uomo.
Mons. Pedicini, con profondità teologica, nella settima parola, invita a volgere lo sguardo sul viso di Gesù agonizzante. La malinconia, la tristezza ed il dolore sono i sentimenti che si manifestano per la morte del Redentore dell’umanità.
A tal proposito il Primate delle Puglie scrive: - Ma ahi! che il sole si è coverto di più dense tenebre: ahi! che di sangue si è tinta la luna, tutto trema il firmamento, si scuotono le montagne, si schiudono i sepolcri, si squarcia il santo velo del tempio: tutto è in palpiti la natura… Consummatum est. E’ finita la grand’ opera della nostra redenzione. […] O anime più devote di Maria, apprestatevi a lei, allontanatala dalla croce: fate che non vegga il suo figlio esalare l’ultimo spirito. Come potrà Maria non morire a sì dura vista? e di noi che cosa sarà, se perduto Gesù, perderemo ad un punto la cara madre nostra Maria? -.

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GLI IMPIANTI SPORTIVI… UN CONTRIBUTO ALLA SOLUZIONE

Riporto una lettera aperta, scritta dal presidente dell’associazione politico-culturale “Il risveglio della dormiente”, Pietro Paolo Pedicini, riguardante il problema degli impianti sportivi, che ormai da anni caratterizza Foglianise.

Cari cittadini, signor Sindaco, signori Amministratori comunali,
Foglianise è una piccola comunità con tanti problemi, che tutti noi viviamo ogni giorno. Uno dei tanti è costituito dalla impossibilità di praticare lo sport a causa dell’assenza di strutture degne di tale nome.

  1. Il campo di calcio in contrada Sala versa da cinque interminabili anni in stato inagibile per infiniti lavori in corso. L’ultima partita disputata risale al 10 maggio 2003 quando la Polisportiva Virtus affrontava il Real San Giorgio pareggiando 1-1. Oggi le due squadre locali, che sopravvivono con molte difficoltà, sono costrette ad “emigrare” nei paesi viciniori.

  2. Altra allarmante quanto inspiegabile situazione è quella riguardante la “palestra” annessa alla scuola Media Statale. I lavori sono stati avviati e mai portati a termine, nonostante le esigue risorse economiche richieste per renderla fruibile.

  3. La condizione del centro polivalente non è molto diversa da quella degli altri impianti. Pur non essendovi lavori in corso, esso risulta inutilizzato. L’Amministrazione ha approvato due delibere per regolarne una gestione che di fatto non si realizza a causa delle onerose condizioni stabilite.

La nostra proposta:

  • in attesa di finanziamenti che permettano di completare l’impianto di calcio, si dia incarico all’ufficio tecnico comunale di elaborare un progetto stralcio, finanziabile con risorse proprie, che ne permetta l’utilizzo in dimensione ridotta con tutti i crismi della sicurezza. Lo stesso progetto dovrebbe individuare i lavori di completamento da finanziare, in questo caso, con risorse degli Enti sovra-ordinati (Regione, Credito sportivo ecc). Tali lavori finali dovranno essere selezionati affinché siano effettuabili senza danneggiare quelli del primo stralcio;

  • la “palestra” dell’Istituto Comprensivo può essere resa agibile con risorse comunali irrisorie nel pieno rispetto di tutte le condizioni di sicurezza;

  • questa associazione si rende disponibile ad assumere direttamente, per il periodo strettamente necessario all’individuazione dei gestori definitivi, la cura dell’impianto polivalente definendo ex-novo con l’amministrazione comunale modi e termini di tale operazione, a condizione che vengano revocate la delibera di Consiglio n. 11 del 25/06/2007 e quella di Giunta n. 76 del 4/09/2007.
    L’Associazione è, inoltre, disponibile, insieme a tutte le altre associazioni culturali e sportive interessate presenti sul territorio, a collaborare alla stesura di un nuovo regolamento, che renda sostenibile la gestione dell’impianto da parte di sodalizi senza fini di lucro.

Con l’augurio di poter offrire un contributo alla collettività,
Salutiamo cordialmente.

Il Presidente Pietro Paolo Pedicini

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LE IDEE DI MORO RIVIVONO NEL PARTITO DEMOCRATICO

La drammatica pagina della storia italiana, che rievoca il rapimento dell’On. Aldo Moro e l’eccidio dei cinque agenti di scorta: Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Francesco Zizzi, Giulio Rivera e Domenico Ricci, martiri laici al servizio dello Stato, ha segnato la politica italiana.
A distanza di 30 anni, l’agguato in Via Mario Fani, avvenuto il 16 marzo del 1978, alle 9.15, rimane nella memoria, rinvigorisce la cultura democratica, nonostante il disordine istituzionale in cui versa il nostro paese.
Il grande statista viene ricordato per l’attenzione “alle ragioni degli altri”, per aver esaltato “la centralità del Parlamento” e per aver concepito che la “democrazia compiuta” genera giustizia sociale, determina una nuova fase di sviluppo nella vita dei cittadini ed alimenta la dialettica tra le parti sociali e politiche.
Senza la sua lungimiranza abbiamo percepito che gli aneliti democratici sono divenuti più fragili. Dopo la scomparsa di Alcide De Gasperi, ha raccolto la grande eredità del popolarismo, divenendo il grande traghettatore del partito nonché il timoniere dello Stato, avvertendo la necessità che le riforme istituzionali fossero ineludibili.
Ha concepito formule politiche vincenti, è stato il promotore con il compianto senatore Amintore Fanfani, della grande stagione politica del centro – sinistra, favorendo lo sviluppo della nazione, privilegiando le classi sociali più deboli, offrendo pari opportunità a tutti gli italiani perché ognuno potesse raggiungere le proprie aspirazioni.
Con la sua improvvisa scomparsa, l’ultimo grande disegno politico è rimasto nella fase embrionale: IL COMPROMESSO STORICO.
Moro e Berlinguer, attraverso il dialogo, nonostante la contrapposizione ideologica, l’antagonismo tra il filone cattolico – democratico e la concezione laica, hanno raggiunto un qualificante apporto nella sintesi dei valori, un passaggio cruciale nel tessuto sociale italiano. Hanno anticipato il progetto politico dell’Ulivo, mettendo sul tappeto il tema delle riforme, per cogliere le istanze, provenienti dalla società in mutamento.
Il Presidente della Democrazia Cristiana, nel convegno promosso dal suo partito in Bologna, il 12 Dicembre 1977, esalta la politica del confronto, per cogliere i fermenti emergenti nel realtà sociale italiana.
Egli dice:- Ed è pensando a questa situazione, a questa terza fase che in realtà si annuncia […] che noi abbiamo immaginato una politica di confronto della Democrazia Cristiana con tutte le forze politiche, ma ovviamente in particolare con il partito comunista; confronto che non nasce certo da identità (poiché la diversità è grande), né significa che le due più grandi forze del paese non siano appunto, come abbiamo detto, fra loro alternative, ma che utilizza la possibilità del discorso in forma politica in forma nuova, in relazione ad una situazione economica, sociale e politica nuova e difficile nel nostro paese. Il confronto nasce da una necessità, nasce da uno stimolo, quello ad esplorare le aree di comune proposta per alcuni problemi pressanti del paese; ma nasce tenendo conto di alcuni fatti nuovi che sono nella nostra società, perché […] dobbiamo ricordare alcune cose che sono avvenute e che hanno fatto del partito comunista un soggetto più agile, più capace di dialogo, non tanto con noi quanto con il paese e l’opinione pubblica-.
Il disegno sinistro di rapire Moro, ordito dalle BR, non ha prodotto la destabilizzazione dell’ordine democratico, rafforzando l’idea che lo Stato è certamente il baluardo della libertà, il maniero inespugnabile, che non viene abbattuto dagli attacchi frontali del nemico.
In questa fase travagliata della vita dello Stato, è doveroso ricordare l’eminente insegnamento di Aldo Moro, che, riferendosi al ruolo determinante dei partiti politici, scrive un articolo per il “Giorno”, nell’aprile ‘77’.
Egli sostiene: - non sempre ci siamo trovati concordi nelle stesse posizioni, ma abbiamo saputo sempre di non essere estranei gli uni e gli altri, di avere un patrimonio di idee in comune che, nell’interesse del Paese, quali che siano le vicende nei tempi che cambiano, è doveroso non disperdere… Non è importante che noi pensiamo la stesse cose…ma è invece straordinariamente importante che, ferma la fede di ciascuno nel proprio originale contributo… siamo tutti collegati l’uno all’altro, nella comune accettazione di essenziali ragioni di libertà, di rispetto, di dialogo -.
L’attualità di uno dei più grandi statisti del ‘900’, nella panorama politico contemporaneo si proietta nel Partito Democratico.
Due grandi forze, la Margherita e i Ds, hanno dato vita al Partito Democratico, che non è una fusione fredda, ma l’incontro di culture diverse, radicate nella società civile, per cambiare il volto dell’Italia, insieme alle associazioni, alle forze produttive, al mondo del lavoro, alle università, agli enti di ricerca ed al volontariato. Hanno rivoluzionato e messo in crisi poteri consolidati, rinchiusi nelle loro incrollabili certezze.
L’On.Walter Veltroni, celebrando la figura di Moro con i parlamentari del PD, ha sottolineato la forza del cambiamento, auspicata dal leader democristiano trent’anni or sono.
Egli dice:- Moro puntava alla “costruzione progressiva di una svolta”, proponendo di “far convivere l’aspro conflitto ideologico di allora con la capacità di convergere su i valori e gli interessi nazionali.

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E’ PARTITA LA MACCHINA ORGANIZZATIVA DELLA FESTA DEL GRANO

Domenica 9 marzo, i maestri dell’arte dell’intreccio sono stati convocati nella Aula Consiliare, per una riunione operativa, in vista della prossima edizione della Festa del Grano.
Il Sindaco Giovanni Mastrocinque ha comunicato ai maestri della paglia che, per l’edizione 2008, sono stati scelti i monumenti della Toscana. Una inesauribile miniera d’arte per gli artisti dell’intreccio, che hanno solo l’imbarazzo della scelta, per i soggetti da realizzare.
Il Primo Cittadino, inoltre, ha reso noto che, il 13 c.m., si incontrerà in Roma con i Presidenti delle Province di Firenze e Livorno, in modo da organizzare al meglio una promozione dell’evento in Toscana. A tal fine sarà stabilita una data per una conferenza stampa in Firenze.
Mastrocinque ha poi annunciato che, da quest’anno, la Festa del Grano dovrebbe rientrare tra i grandi eventi della Regione Campania e che saranno messi a disposizione dei carristi anche alcuni locali del Museo della Paglia, attualmente in costruzione. L’idea è nata dopo che, l’anno scorso, al Comitato Festeggiamenti è stato fatto notare come in molti non hanno la possibilità di dare il loro contributo alla sfilata, poiché non dispongono di uno spazio in cui lavorare la paglia.
Ci si attende ora che i foglianesari, aventi veramente a cuore la tradizione più importante del loro paese, si impegnino attivamente per la migliore riuscita dell’evento. In ciò, hanno un ruolo importante i giovani, che hanno il dovere di tramandare l’arte dei loro nonni.

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